Roberto Onfiani e Marcello Ascari

Roberto Onfiani

"L'arte è l'espressione
del pensiero più profondo nel modo più semplice."

Albert Einstein

Nato a Modena il 14 febbraio 1970,
vive a Formigine, è sposato e papà
di tre splendidi bambini,
ha da sempre la passione per il design e il progetto;
la leggenda narra che la progettualità
era talmente radicata in lui
che i primi progetti creati risalgano addirittura
alla scuola dell'infanzia!
Appassionato di architettura organica e
affascinato da famosi architetti come:
Frank Lloyd Wright, Richard J. Neutra, H. Alvar H. Aalto
e più recentemente Michael Graves,
si dedica al mondo del progetto appena completato
gli studi di misuratore di terre,
o più prosaicamente Geometra.
La passione per il design e gli studi specifici successivi
lo conducono presso
il centro stile di Bugatti Automobili,
dove rimarrà un lustro che lo vedrà designer impegnato,
nell'ideazione di diversi modelli automobilistici,
componenti di design industriale
e collaboratore di diverse e importanti aziende italiane ed estere.
Qui apprende la fondamentale massima del design,
l'espressione di una forma è l'essenza della sua funzione.
Corrono gli anni, e le passioni rimangono immutate.
Quando gli si presenta l'occasione
di riprendere il discorso architettonico
intraprende una nuova carriera progettuale:
lavora presso un importante studio d'ingegneria e architettura
come ideatore, progettista, team manager di progetto
e poi come associato.
Occupandosi di edilizia residenziale e terziaria,
progetta edifici per appartamenti, ville,
scuole e alberghi, comparti abitativi, parchi,
incontrando ogni aspetto dell'attività di progetto e maturando:
esperienza e attitudine.
Un bel giorno decide che può fare da solo,
poi più saggiamente, che può farsi aiutare a fare da solo
e così con il nuovo socio, fonda "A3O laboratorio progettuale".
Una realtà di progetto più attenta all'uomo e al territorio.
Ora lo vedete qui, questa è la sua faccia,
progetta ogni cosa che possa essere costruita
in edilizia in modo semplice,
sostenibile e attento ai costi.
Progetta per le persone,
perché prima di un progetto, c'è sempre la persona.

Marcello Ascari

"Spesso le grandi imprese
nascono da piccole opportunità."

Demostene

Nato a Formigine il 19 ottobre 1978,
da quel momento non l'ha più lasciata,
oggi ci vive con moglie, due bellissimi bambini e un cane.
La sua famiglia è da sempre impegnata
nel mondo della progettazione edile.
Da bambino è simpaticamente irrequieto
e quindi si decide d'introdurlo agli studi in materia
per regolarne le intemperanze.
Nel frattempo impiega il suo tempo
a disegnare parabole e invenzioni sportive
sui campi da calcio dove gioca per anni
raggiungendo fama e riconoscimenti.
Compreso che il tempo è avverso
alla leggenda sportiva che stava nascendo,
decide che è giunto il momento di mettere a frutto gli studi
e continuare la tradizione famigliare,
buttandosi nel mondo lavorativo e dedicandosi
nello specifico, al settore topografico e catastale.
Durante gli anni lavora presso importanti studi tecnici;
come collaboratore matura esperienze, capacità
e soprattutto sviluppa
una forte attitudine alla relazione con le persone.
Giunge il giorno in cui, parlando con un amico,
s'insinua in lui, l'idea di creare una nuova realtà di progetto,
libera da schemi e orientata alla progettazione Green e così:
da qualche parte e in qualche tempo,
si avviano a fondare "A3O laboratorio progettuale".
Ogni giorno una nuova sfida, un nuovo impegno,
nuove tecniche da apprendere e tecnologie da applicare
e soprattutto persone da ascoltare
con le quali condividere un percorso.
Le ultime notizie lo danno
decorato con diversi attestati e crediti professionali.
Impegnato sul campo anche come
coordinatore e responsabile della sicurezza sul cantiere.
Ama dire di se che è la parte destra del cervello lavorativo
del laboratorio del progetto:
quella concreta e razionale;
qualcuno potrebbe obiettare.
Ma poco importa.
Quello che conta, è ciò che fa per le persone
che vengono al laboratorio progetto,
che vedono la faccia che vedete qui
e che la rivedono ogni volta che serve,
anche dopo la conclusione del lavoro.
Perché dopo un progetto, c'è sempre la persona.